top of page

 

FOCUS DIDATTICI

​

 

Philosophy for Children

 

Avvicinare i bambini della scuola primaria alla filosofia significa sviluppare il pensiero critico seguendo la naturale predisposizione del bambino a porre domande. Nelle attività proposte il bambino apprende non solo le modalità con cui coltivare la sua attitudine a porre domande, ma sperimenta il valore del porsi domande scoprendo come, già da piccolissimo, lui sia in grado di rispondere a molte di queste.

Il domandare e il domandarsi vengono quindi posti e affrontati come due processi cognitivi in dialogo tra loro. Il pensiero critico è al centro del processo di formulazione di una domanda, le attività proposte mettono quindi l’accento proprio sul valore esperienziale di una costruzione del pensiero che porti i bambini a sentirsi capaci, competenti, adeguati proprio perché costruttori di pensiero e di domande.

Le attività legate alla Philosophy for Children inoltre forniscono al bambino gli strumenti dialettici necessari a trasformare i bisogni in domande, favorendo così la regolazione emotiva e la gestione dello stress.

 

 

 

Just Good Manners

 

Il valore delle buone maniere sarà uno dei focus didattici del Leaf Institute. Ma cosa sono le buone maniere? Per semplificare potremmo dire che le buone maniere sono l’insieme di quei comportamenti che ognuno di noi sceglie di compiere nel rispetto dell’altro e all’insegna della cortesia e della gentilezza. Le buone maniere rimandano dunque al valore della scelta: si sceglie di essere gentili, si sceglie di agire nel rispetto dell’altro e dell’ambiente.

Grazie alle attività-gioco proposte ai bambini si potrà scoprire il mondo delle buone maniere divertendosi.

 

 

Atelier del dipingere

 

Un luogo che si ispira al pensiero e ai principi dell'educatore tedesco Arno Stern, dedicato all'arte del dipingere. 

Ogni bambino è spinto da un impulso naturale a tracciare, così lo definisce Stern. Tracciare va oltre l'atto del dipingere, significa "lasciare traccia di sé", attraverso un gesto puro, autentico e spontaneo, che non ha bisogno di essere giudicato, vagliato, interpretato ma che scaturisce dal desiderio profondo e atavico dell'essere umano di lasciare un segno.

In questo luogo di libertà che permette di vivere l'esperienza senza condizionamenti e senza alcun intervento esterno, il foglio diviene lo spazio adeguato a dare espressione di ciò che ognuno sente dentro se stesso. 

Troppo spesso nelle scuole l'attività artistica si trasforma in produzione di disegni che necessitano di essere descritti e spiegati. Al contrario gli studi di Arno Stern offrono l'oppurtunità di percorrere un'altra strada, rispettosa della volontà del bambino. Il disegno non neccessariamente deve raccontare una storia, rappresentare qualcosa o ancor peggio assecondare le aspettative dell'altro e quando si da spazio solo a questa visione accade di sentire il bambino pronunciare le seguenti parole: "io non so cosa fare, io non lo so disegnare".

È questo il momento in cui l'onda della creatività si infrange contro il muro delle idee e degli obblighi, è in questa dissolvenza che si perde ciò che vi è di più prezioso nel processo di apprendimento e che bisognerebbe coltivare: motivazione e passione. 

L'atelier si situa come luogo di non giudizio, luogo di libertà, in cui ognuno si possa conoscere e riconoscere. 

bottom of page